Orientamenti progettuali 2013/2014: “Sicurezza e Prevenzione dei rischi nel servizio di raccolta differenziata rifiuti Porta a Porta nel Veneto”

Progetto 2013 2014 confservizi veneto inail veneto racolta differenziata porta a porta

Con questo progetto si intende dare continuità con quanto avviato nel 2011 grazie al Protocollo d’Intesa siglato tra Confservizi Veneto e INAIL Veneto.

L’impegno è orientato a sviluppare progetti con il fine di sperimentare innovative pratiche di promozione della sicurezza sul lavoro.

Per il biennio 2013/2014 il focus sarà la”Sicurezza e Prevenzione dei rischi nel servizio di raccolta differenziata rifiuti Porta a Porta nel Veneto”.

Tra le attività in corso di definizione c’è la realizzazione di una doppia ricerca qualitativa e quantitativa che coinvolgerà un gruppo pilota di aziende del Veneto. Di significativa importanza anche la pubblicazione di un Vademecum come strumento per la progettazione delle attività di formazione e sensibilizzazione territoriale e un percorso di alta formazione per gestori DVR, RSPP e RLS.

INFO: direttore@confserviziveneto.it

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Incontro con AATO Venezia Ambiente

Nell’ambito del Protocollo d’Intesa 2012/2013 siglato tra INAIL Veneto e Confservizi Veneto è stato organizzato oggi a Venezia, presso la sede regionale INAIL, un incontro con il direttore dell’AATO Venezia Ambiente. dott. Alessandro Pavanato.

Gli orientamenti collaborativi emersi nella riunione potrebbero coinvolgere, già dal 2012,  alcune aree della Medicina del Lavoro e ASL del Veneto.

E’ stata inoltre individuata una griglia di azioni operative per l’attività di ricerca a livello qualitativo che mirerà al monitoraggio “in action” del processo di lavoro della raccolta rifiuti porta a porta.

Confservizi Veneto ha presentato lo staff tecnico di supporto progettuale rappresentato dallo Studio Copernico di Treviso.

A breve termine si prevede la sigla di un’intesa finalizzata alla cooperazione operativa nell’ambito del Progetto 2012/2014.

INAIL e Federutility insieme per la Prevenzione e Sicurezza sul lavoro

Il commissario straordinario dell’Istituto, Gian Paolo Sassi, e il presidente dell’associazione, Roberto Bazzano, hanno siglato un accordo che prevede la sperimentazione di soluzioni per favorire e premiare le attività di prevenzione messe in atto dalle imprese aderenti

ROMA – Più sicurezza a favore di chi opera nelle aziende di servizi pubblici locali dei settori idrico, energetico e funerario. L’INAIL e Federutility hanno firmato oggi un accordo finalizzato alla sperimentazione di soluzioni che favoriscano e premino le attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro. A siglare l’intesa il commissario straordinario dell’Istituto, Gian Paolo Sassi, e il presidente dell’associazione, Roberto Bazzano.

Percorsi formativi ad hoc per le aziende. Il documento prevede, in particolare, che le imprese aderenti a Federutility possano adattare alla loro realtà e alle loro esigenze di formazione specialistica le linee di indirizzo sui Sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro e sui modelli Organizzativi e gestionali. Ancora, si potranno avviare percorsi formativi e informativi, secondo i tempi e le modalità stabilite da un gruppo di lavoro misto che verrà  appositamente costituito. Infine, nell’ambito dei piani operativi concordati, l’INAIL valuterà caso per caso gli interventi effettivamente realizzati dalle aziende allo scopo di adottare un’eventuale riduzione del tasso medio di tariffa (dopo il primo biennio, le imprese dovranno dar conto però degli interventi realizzati). L’accordo non è a titolo oneroso e avrà durata triennale e vuole rappresentare uno strumento innovativo per contribuire a diffondere una più solida e capillare cultura della salute e sicurezza nei comparti interessati.

Una partnership significativa per i servizi pubblici locali. Con questa intesa, dunque, INAIL amplia a un soggetto molto significativo la platea delle partnership già avviate in materia di prevenzione. Le imprese associate a Federutility, infatti, forniscono l’acqua potabile e gli altri servizi del ciclo idrico integrato al 76% della popolazione italiana, distribuiscono gas a oltre il 35% e l’energia elettrica a circa il 20%. Provvedono, ancora, ai servizi funebri cimiteriali per oltre 12 milioni di italiani. Firmataria dei contratti collettivi nazionale di lavoro del settore elettrico, gas, acqua e funerario per una platea di 120mila addetti (di cui oltre 45mila presso le circa 418 aziende associate), Federutility mira a promuovere la sicurezza garantendo la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali attraverso un’efficace informazione dei lavoratori rispetto all’attività svolta e ai relativi rischi.

Sassi: “Ogni accordo ci avvina all’obiettivo infortuni zero”. “Promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è uno degli obiettivi strategici che ci siamo dati. Per farlo abbiamo deciso di raccogliere una sfida che ha visto l’INAIL svestire i panni di ente controllore per indossare quelli di collaboratore del sistema impresa e lavoro. Per questo ogni accordo siglato che muove in questa direzione ci avvicina all’obiettivo infortuni zero”, ha commentato Sassi. “Un traguardo sicuramente ambizioso, ma che vogliamo perseguire con forza e determinazione per fare del nostro sistema di Welfare il punto di riferimento Ue. L’INAIL del 2012 è un Istituto che vuole assicurare a tutti i lavoratori, ma in particolare alle giovani generazioni, la certezza di poter contare su un diritto inalienabile: il diritto alla sicurezza”.

Bazzano: “Investire in sicurezza un dovere per le aziende”. Complessivamente, secondo i dati dell’INAIL, l’andamento infortunistico del  settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua attesta un trend positivo che, dal 2006 al 2011, vede passare da 4.974 a 3.514 gli infortuni in complesso e da 9 a 5 i casi mortali. “Investire in sicurezza è un dovere che le aziende perseguono e che Federutility promuove con convinzione”, valuta Bazzano. “La prevenzione degli infortuni sul lavoro è ancor di più importante nei settori acqua, gas ed energia, per gli effetti indiretti che la mancanza di sicurezza può causare alla collettività. La firma INAIL-Federutility è un passo importante, perché accelera, con meccanismi incentivanti, l’adozione di comportamenti responsabili”.

 

Fonte: INAIL

GREEN ECONOMY “a prova di infortuni”. Domani la giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro

green economy

27 aprile 2012. In occasione della giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, l’Agenzia internazionale punta il riflettore su un settore produttivo – quello legato all’uso di tecnologie e di modalità più rispettose dell’ambiente – in grande sviluppo ma, proprio perché “nuovo”, per molti aspetti ancora ignoto sul fronte del rischio infortunistico

ROMA – Più prevenzione a favore di una green economy non solo sostenibile, ma anche “a prova di infortuni”. Domani, 28 aprile, in occasione della giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro – l’evento annuale voluto dall’Ilo per promuovere il significato e il valore della prevenzione – il focus tematico sarà dedicato all’economia e ai lavori “verdi”.

Spesso “verde” non è sinonimo di “sicuro”. L’utilizzo di tecnologie e di modalità produttive più rispettose dell’ambiente – una scelta per molti aspetti inevitabile in una società globale sempre più chiamata a rispondere alle due sfide epocali rappresentate dai cambiamenti climatici in atto e dalla necessità di riformulare l’economia su maggiori criteri di sostenibilità – spesso risulta tutt’altro che sicuro per i lavoratori. Da qui lo stimolo dell’Ilo – si legge nel rapporto diffuso dall’organizzazione – riguardo “la necessità di integrare misure per la sicurezza e la salute fin dalla fase di progettazione dei lavori verdi.” Viva, dunque, il “green jobs” per la sua capacità di “ridurre l’impatto ambientale”, ma a patto che sia dignitoso, “di buona qualità e in grado di offrire condizioni di lavoro sicure”.

Ambiti dove ancora è difficile isolare i fattori di rischio. La giornata di domani si rivolge a tutti coloro le cui attività professionali rientrano nella cosiddetta “green economy”: dall’industria mineraria e delle tecnologie estrattive all’agricoltura, dai lavori forestali alle costruzioni, nonché a settori come quello delle energie rinnovabili – solare, eolico, energia idroelettrico e bio – il cui sviluppo non è, tuttavia, esente da rischi. Si tratta di comparti, in generale, nei quali gli operatori possono essere esposti a una serie di pericoli sia di tipo tradizionale – come la caduta dall’alto – sia pressoché sconosciuti (come l’esposizione a materiali nuovi e le cui insidie, pertanto, sono necessariamente ignote). La tipologia di rischio risulta, inoltre, differenziata (rischi fisici, biologici, chimici, ma anche psicosociali) e, proprio perché spesso correlata ad ambiti di lavoro relativamente recenti, non tutte le aziende sono in grado di disporre di sistemi adeguati di gestione della salute e della sicurezza.

Energie rinnovabili: tanti pericoli per gli addetti. In particolare a mettere in allerta è il comparto, in massima espansione, delle energie rinnovabili, che già oggi impiega più di quattro milioni di lavoratori (che potrebbero salire a 20 milioni nel 2030). La maggior parte di queste persone è impiegata nel settore agricolo per la produzione e il raccolto delle biomasse, ma in tanti operano nella produzione e nell’installazione di impianti per le energie alternative che, se certamente preziose per il benessere del pianeta, possono rivelarsi, tuttavia, di elevata pericolosità per i suoi addetti. Qualche esempio? La produzione di cellule fotovoltaiche comporta l’utilizzo di sostanze altamente tossiche. Altro problema da risolvere: lo smantellamento di queste tecnologie una volta che, dopo 20 anni, l’impianto arriva a esaurimento. Ancora, chi lavora nell’eolico è esposto a rischi simili – nella produzione – a quelli dell’industria automobilistica e aerospaziale e – nell’installazione – a quelli delle costruzioni.

Anticipare il pericolo elemento strategico. Per ovviare a questi tipi di problema è necessario includere le misure di prevenzione e di controllo fin dalla fase di progettazione – afferma l’Ilo – oltre che in tutte quelle successive: l’acquisizione delle risorse, i processi di trasformazione, la manutenzione, l’utilizzo e il riciclaggio delle risorse, i sistemi di valutazione e certificazione e gli standard di qualità relativi alla sicurezza e alla salute. L’anticipazione dei rischi costituisce, dunque, un importante compito dell’Agenzia che, in stretta consultazione con tutte le parti interessate, sta già elaborando una serie di possibili scenari per analizzare in che modo si svilupperà il lavoro nell’ambito dei posti di lavoro verdi e quali sfide ne deriveranno dal punto di vista della sicurezza (le relazioni di valutazione sono consultabili sul sito dell’Ilo).

Dall’Agenzia monitoraggio a tutto campo. Nelle intenzioni dell’Ilo, ancora, verrà evidenziato il modo in cui le tecnologie di prevenzione possono essere applicate nell’ambito della green economy ai processi decisionali e di formulazione delle politiche nell’ambito della sicurezza e della salute sul lavoro. Parallelamente, infine, saranno avviate attività di follow-up per analizzare più approfonditamente i posti di lavoro, i settori e i gruppi di lavoratori “verdi” considerati ad alto rischio e/o le tecnologie di particolare rilevanza in questi scenari.

Fonte: (lshttp://www.inail.it

Per saperne di più:
Rapporto Ilo sulla sicurezza nell’energia verde

BANDO INAIL 2011/2012 SICUREZZA SUL LAVORO

DI COSA SI TRATTA

L’INAIL ha pubblicato il Bando 2011/2012 per incentivare la realizzazione di progetti orientati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro delle imprese.

Possono essere presentati progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, in particolare per:

  • l’adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) di settore previsti da accordi tra INAIL e Parti Sociali;

  • l’adozione di un Sistema di Gestione Sicurezza sul Lavoro (SGSL);

  • l’adozione di un modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs 231/01;

  • l’adozione di un sistema certificato di Responsabilità Sociale SA 8000, modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente;

  • ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro;

  • installazione e/o sostituzione di macchine, dispositivi e/o attrezzature;

  • modifiche del layout produttivo;

  • interventi relativi alla riduzione/eliminazione di fattori di rischio come ad esempio: esposizione ad agenti biologici, sostanze pericolose, agenti chimici, cancerogeni e mutageni, agenti fisici, movimentazione manuale carichi e movimenti ripetuti.

FINANZIAMENTI DISPONIBILI

L’INAIL mette a disposizione per il Veneto 14.592.678 € per contributi in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100.000 €. Il contributo minimo erogabile è pari a 5000 €, previsto solo per i progetti di investimento. Per i progetti che comportano contributi superiori a 30.000 € è possibile richiedere un’anticipazione del 50%. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa.

A CHI È RIVOLTO

Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla CCIAA in possesso di un codice cliente INAIL (per ottenere il codice cliente seguire la procedura informatica nel sito www.inail.it punto cliente) e che abbiano attività nel territorio della Regione Veneto. Non è ammessa la partecipazione alle imprese che avevano chiesto o ricevuto altri contributi pubblici sul progetto oggetto della domanda e non aver ottenuto il provvedimento di ammissione al contributo per “INAIL – Avviso Pubblico 2010”.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

La procedura per l’invio delle domande, ed eventuale attuazione del progetto, è organizzata in tre fasi:

  1. fino al 7 marzo 2012 sul sito www.inail.it punto cliente), le imprese avranno a disposizione la procedura informatica che consentirà l’inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare simulazioni e verificare il raggiungimento del limite minimo di punteggio (105 punti). I parametri da considerare per il raggiungimento del punteggio minimo sono riferiti principalmente alla dimensione aziendale, alla rischiosità dell’attività di impresa, al numero di destinatari, finalità, tipologia ed efficacia dell’intervento, con ulteriore previsione di un bonus nel caso di collaborazione con le Parti sociali nella realizzazione dell’intervento. Dopo aver salvato in via definitiva il progetto, seguirà l’invio da parte dell’INAIL di un codice numerico all’impresa partecipante;

  2. dopo il 14 marzo 2012 sarà pubblicata data e ora di apertura dello sportello informatico. All’apertura dello sportello le imprese potranno inviare la domanda di ammissione al contributo utilizzando il codice numerico inviato dall’INAIL. L’elenco in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate sarà pubblicato sul sito INAIL con evidenza di quelle arrivate in posizione utile per l’ammissibilità del contributo, ovvero fino alla capienza della dotazione finanziaria complessiva. Entro i 30 giorni successivi all’invio online, l’impresa deve trasmettere alla Sede INAIL competente tutta la documentazione prevista utilizzando la PEC, Posta Elettronica Certificata;

  3. In caso di ammissione all’incentivo, l’impresa ha un termine massimo di 12 mesi per realizzare e rendicontare il progetto. Entro 90 giorni dal ricevimento della rendicontazione, in caso di esito positivo delle verifiche, viene predisposto quanto necessario all’erogazione del contributo.

INFO

Confservizi Veneto, come organizzazione firmataria di un Protocollo d’Intesa con INAIL Veneto per la promozione della sicurezza sul lavoro, si rende disponibile a supportare le aziende associate interessate alla partecipazione al Bando.

Confservizi Veneto

Via della Croce Rossa, 62/3 – 35129 PADOVA (PD)

direttore@confserviziveneto.net

tel. 049/8071777 – fax 049/8070993

www.confserviziveneto.it

www.confserviziveneto.wordpress.com

(Questo file è divulgabile gratuitamente con Licenza Creative Commons 3.0 BY/ND citando come fonte Confservizi Veneto)

Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro: pubblicati in G.U gli accordi Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012 sono stati pubblicati gli accordi del 21 dicembre 2011 relativi alla individuazione dei contenuti della formazione del datore di lavoro che intenda svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione e di quella dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, di cui agli articoli 34 e 37 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.

I due accordi erano previsti rispettivamente nell’art. 34, comma 2 e art. 37, comma 2, del D. Lgs. 81/08. Ecco i principali contenuti.

FORMAZIONE PER DATORI DI LAVORO CHE SVOLGONO I COMPITI DI RSPP

“Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, ai sensi dell’ art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”: l’accordo disciplina, ai sensi dell’art. 34 del D. Lgs. 81/08, i contenuti e le modalità di svolgimento dei percorsi formativi e degli aggiornamenti per i datori di lavoro che svolgono direttamente il compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

I corsi si articolano su diversi percorsi formativi, di durata variabile (da 16 a 48 ore) in relazione alla natura dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e delle attività lavorative. La formazione può essere svolta anche su piattaforme di “e-learning”, purché queste rispettino specifici requisiti indicati nell’allegato dell’accordo.

I percorsi formativi saranno costituiti sempre da 4 moduli, aventi rispettivamente contenuti di carattere: normativo, gestionale, tecnico, relazionale.

Per quanto riguarda i requisiti dei docenti, pur in attesa dell’elaborazione da parte della Commissione Consultiva Permanente per la salute sul lavoro dei criteri del “formatore per la salute e sicurezza”, i corsi dovranno sempre essere tenuti da docenti in grado di dimostrare di possedere, con riferimento alle tematiche specifiche trattate, un’esperienza almeno triennale di docenza in materia di tutela della salute e sicurezza.

Al termine del percorso formativo per datori di lavoro RSPP, dovrà essere somministrata una verifica, effettuata per mezzo di colloquio o di test (le modalità sono alternative fra loro).

L’organizzazione dei corsi dovrà rispettare, tra le altre, i seguenti requisiti:

  • numero massimo di partecipanti pari a 35;
  • assenze ammesse pari al 10% del monte ore complessivo.

L’aggiornamento periodico quinquennale, che dovranno seguire i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP, avranno durata rispettivamente di:

  • 8 ore per il rischio “basso”
  • 12 ore per il rischo “medio”
  • 16 ore per il rischio “alto”

Per i datori di lavoro già formati secondo le indicazioni del D.M. 16/01/1997, l’obbligo di aggiornamento quinquennale si calcola a partire dalla data di pubblicazione dell’accordo nella Gazzetta Ufficiale.

Precisazione importante: la formazione prevista dall’art. 32 del D. Lgs. 81/08, svolta secondo l’accordo sancito il 26/01/2006 in sede di Conferenza permanente per i rapproti tra Stato, Regioni e Provincie Autonome, pubblicato in G.U. n. 37 del 14/02/06, è alternativa a quella prevista nel presente accordo.

ACCORDO SULLA FORMAZIONE PER LAVORATORI, DIRIGENTI E PROPOSTI

“Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori”: l’accordo disciplina ai sensi dell’art. 37 del D. Lgs. 81/08, la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione e dell’aggiornamento dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all’art. 21 del D. Lgs. 81/08 (che diviene obbligatoria qualora questi stessi soggetti svolgano attività lavorative in “ambienti confinati”).

Le caratteristiche della formazione per dirigenti e preposti indicata nell’accordo è da considerarsi “facoltativa”, ma rappresenta “lo stato dell’arte” e, quindi, i percorsi formativi conformi a tali requisiti garantiscono la certezza dell’adempimento dell’obbligo previsto all’art. 37 comma 7.

Anche per la formazione per lavoratori, dirigenti e preposti, i docenti dovranno dimostrare un’esperienza di almeno 3 anni.

L’organizzazione della formazione dovrà rispettare alcuni requisiti, tra i quali:

  • la presenza di un soggetto organizzatore del corso, che può essere anche il datore di lavoro;
  • la presenza di un responsabile del progetto formativo, che può essere il docente stesso;
  • la tenuta di un registro dei presenti;
  • l’obbligo di frequenza pari al 90% delle ore previste;
  • la definizione dei contenuti tenendo presente: le differenze di genere, di età, di provenienza e lingua, nonché contrattuale. In particolare, nei confronti degli stranieri i corsi dovranno essere svolti previa comprensione e conoscenza della lingua.

PERCORSO FORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA PER I LAVORATORI

I lavoratori saranno soggetti ad un percorso formativo, di fatto conforme ai contenuti previsti nell’art. 37, costituito da due moduli:

  1. Modulo di “formazione generale”, di durata non inferiore a 4 ore, il quale tratterà contenuti relativi a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni, organi di vigilanza, controllo e assistenza;
  2. Modulo di “formazione specifica”, sui rischi presenti in azienda, sulle procedure di lavoro, anche in situazioni di emergenza, di durata variabile da 4 a 12 ore in relazione ai rischi riferiti alla mansioni e alle caratteristiche del settore di appartenenza dell’azienda (in modo analogo a quanto previsto per i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP).

Tale formazione è da considerarsi “di base”: a questa dovrà aggiungersi la formazione “specifica” per i rischi normati dai Titoli successivi al Titolo I del D. Lgs. 81/08 (tra cui anche la formazione per l’uso di attrezzature particolari, quali ad esempio il carrello elevatore, gli apparecchi di sollevamento, etc.). Analogamente, l’addestramento è da considerarsi “aggiuntivo” ai percorsi formativi individuati dall’accordo.

Aspetto da evidenziare: nei percorsi formativi sulla sicurezza per i lavoratori non è previsto nell’accordo la necessità di una verifica finale di apprendimento.

FORMAZIONE PER I PREPOSTI

La formazione per i preposti, definiti nell’art. 2 comma 1, del D. Lgs. 81/08, oltre naturalmente prevedere lo stesso percorso formativo dei lavoratori precedentemente indicato, deve essere integrata con ulteriore formazione, di durata minima di 8 ore, che si conclude con una verifica da effettuarsi per mezzo di colloquio o test.

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA PER DIRIGENTI

La formazione per i dirigenti sostituisce integralmente la formazione per i lavoratori precedentemente descritta ed è strutturata su 4 moduli, rispettivamente aventi contenuti:

  1. giuridico, normativo
  2. gestionale e di organizzazione della sicurezza
  3. valutazione dei rischi
  4. comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

La durata minima della formazione è di 12 ore. Al termine della stessa dovrà essere effettuata una verifica di comprensione per mezzo di colloquio o test.

AGGIORNAMENTO PERIODICO

Per i lavoratori, i dirigenti e i preposti è previsto un aggiornamento di 8 ore con cadenza quinquennale.

Fonti:

File disponibili:

News dal sito nazionale INAIL

Il sito nazionale dell’INAIL ha pubblicato la news relativa alla consegna dei tre manuali sulla Sicurezza da parte del Direttore regionale di Confservizi Veneto Nicola Mazzonetto al direttore regionale INAIL per il Veneto Elda Ferrari.

VIDEO Presentazione manuali Sicurezza e Prevenzione nella Mobilità

Confservi Veneto ha il piacere di presentare i tre manuali sulla Sicurezza, orientati alla formazione del personale dei trasporti pubblici nei settori Officina, Movimento e Amministrazione.

Il video, prodotto da Retenord, è andato in onda su Telenuovo e Telepadova.

Le pubblicazioni godono del Patrocinio INAIL Veneto, Unioncamere Veneto e sono state stampate con il marchio UNESCO, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile.

La consegna è avvenuta lo scorso 11 novembre a Verona presso l’Azienda ATV. Insieme alle aziende della Mobilità erano presenti il Presidente di Confservizi Veneto Lamberto Toscani e il Direttore Nicola Mazzonetto, il Presidente il Presidente della Commissione Trasporti Valter Baruchello nonché Presidente della FTV di Vicenza, il Direttore Generale dell’ATV  Stefano Zaninelli e il Direttore del Movimento Maurizio Pangrazi.

Workshop sulla Responsabilità Sociale di Impresa dalle Linee Guida Ocse agli interessi del territorio

Martedì 22 novembre 2011 alle ore 14.30, presso Unioncamere del Veneto, Sala Europa in via delle Industrie 19/C al VEGA di Venezia/Marghera, si terrà il workshop “Responsabilità Sociale di Impresa: dalle Linee Guida Ocse agli interessi del territorio”.

PROGRAMMA e SCHEDA ISCRIZIONE Workshop Responsabilità Sociale di Impresa dalle Linee Guida Ocse agli interessi del territorio

Il workshop è promosso da Unioncamere Veneto e s’inserisce nel Progetto di Informazione e sensibilizzazione degli stakeholders sulle linee Guida OCSE e sulla Responsabilità Sociale di Impresa, che dal 2010 l’Istituto G. Tagliacarne realizza su mandato del Ministero dello Sviluppo Economico e del Punto di Contatto Nazionale per la diffusione delle Linee Guida Ocse in Italia.

In programma l’intervento della dott.ssa Ludovica AGRO’ del Ministero dello Sviluppo Economico, D.G. per la Politica Industriale e la competitività – Segretariato PCN che illustrerà Il ruolo del Punto di Contatto Nazionale nella diffusione delle Linee Guida dell’OCSE per le multinazionali in materia di condotta d’impresa responsabile.

Il dott. Romano e la dott.ssa Lupinc della Direzione regionale Formazione illustreranno i progetti attualmente realizzati e in programma da parte della Regione Veneto e Unioncamere del Veneto, anche a livello interregionale, per la diffusione della Responsabilità Sociale d’Impresa.

Infine alcune testimonianze di aziende e associazioni di consumatori contestualizzeranno il rispetto dei principi definiti dalle linee guida OCSE nella realtà imprenditoriale ed economica veneta. L’adesione è gratuita previa iscrizione.

L’adesione è gratuita previa iscrizione.

Fonte e contatti:

5.000 grazie!

Sicurezza e Prevenzione ha oggi superato il primo traguardo delle 5.000 visite! Grazie per averci apprezzato… buona e sicura navigazione  🙂