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Orientamenti progettuali 2013/2014: “Sicurezza e Prevenzione dei rischi nel servizio di raccolta differenziata rifiuti Porta a Porta nel Veneto”

Progetto 2013 2014 confservizi veneto inail veneto racolta differenziata porta a porta

Con questo progetto si intende dare continuità con quanto avviato nel 2011 grazie al Protocollo d’Intesa siglato tra Confservizi Veneto e INAIL Veneto.

L’impegno è orientato a sviluppare progetti con il fine di sperimentare innovative pratiche di promozione della sicurezza sul lavoro.

Per il biennio 2013/2014 il focus sarà la”Sicurezza e Prevenzione dei rischi nel servizio di raccolta differenziata rifiuti Porta a Porta nel Veneto”.

Tra le attività in corso di definizione c’è la realizzazione di una doppia ricerca qualitativa e quantitativa che coinvolgerà un gruppo pilota di aziende del Veneto. Di significativa importanza anche la pubblicazione di un Vademecum come strumento per la progettazione delle attività di formazione e sensibilizzazione territoriale e un percorso di alta formazione per gestori DVR, RSPP e RLS.

INFO: direttore@confserviziveneto.it

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INAIL e Federutility insieme per la Prevenzione e Sicurezza sul lavoro

Il commissario straordinario dell’Istituto, Gian Paolo Sassi, e il presidente dell’associazione, Roberto Bazzano, hanno siglato un accordo che prevede la sperimentazione di soluzioni per favorire e premiare le attività di prevenzione messe in atto dalle imprese aderenti

ROMA – Più sicurezza a favore di chi opera nelle aziende di servizi pubblici locali dei settori idrico, energetico e funerario. L’INAIL e Federutility hanno firmato oggi un accordo finalizzato alla sperimentazione di soluzioni che favoriscano e premino le attività di prevenzione degli infortuni sul lavoro. A siglare l’intesa il commissario straordinario dell’Istituto, Gian Paolo Sassi, e il presidente dell’associazione, Roberto Bazzano.

Percorsi formativi ad hoc per le aziende. Il documento prevede, in particolare, che le imprese aderenti a Federutility possano adattare alla loro realtà e alle loro esigenze di formazione specialistica le linee di indirizzo sui Sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro e sui modelli Organizzativi e gestionali. Ancora, si potranno avviare percorsi formativi e informativi, secondo i tempi e le modalità stabilite da un gruppo di lavoro misto che verrà  appositamente costituito. Infine, nell’ambito dei piani operativi concordati, l’INAIL valuterà caso per caso gli interventi effettivamente realizzati dalle aziende allo scopo di adottare un’eventuale riduzione del tasso medio di tariffa (dopo il primo biennio, le imprese dovranno dar conto però degli interventi realizzati). L’accordo non è a titolo oneroso e avrà durata triennale e vuole rappresentare uno strumento innovativo per contribuire a diffondere una più solida e capillare cultura della salute e sicurezza nei comparti interessati.

Una partnership significativa per i servizi pubblici locali. Con questa intesa, dunque, INAIL amplia a un soggetto molto significativo la platea delle partnership già avviate in materia di prevenzione. Le imprese associate a Federutility, infatti, forniscono l’acqua potabile e gli altri servizi del ciclo idrico integrato al 76% della popolazione italiana, distribuiscono gas a oltre il 35% e l’energia elettrica a circa il 20%. Provvedono, ancora, ai servizi funebri cimiteriali per oltre 12 milioni di italiani. Firmataria dei contratti collettivi nazionale di lavoro del settore elettrico, gas, acqua e funerario per una platea di 120mila addetti (di cui oltre 45mila presso le circa 418 aziende associate), Federutility mira a promuovere la sicurezza garantendo la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali attraverso un’efficace informazione dei lavoratori rispetto all’attività svolta e ai relativi rischi.

Sassi: “Ogni accordo ci avvina all’obiettivo infortuni zero”. “Promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro è uno degli obiettivi strategici che ci siamo dati. Per farlo abbiamo deciso di raccogliere una sfida che ha visto l’INAIL svestire i panni di ente controllore per indossare quelli di collaboratore del sistema impresa e lavoro. Per questo ogni accordo siglato che muove in questa direzione ci avvicina all’obiettivo infortuni zero”, ha commentato Sassi. “Un traguardo sicuramente ambizioso, ma che vogliamo perseguire con forza e determinazione per fare del nostro sistema di Welfare il punto di riferimento Ue. L’INAIL del 2012 è un Istituto che vuole assicurare a tutti i lavoratori, ma in particolare alle giovani generazioni, la certezza di poter contare su un diritto inalienabile: il diritto alla sicurezza”.

Bazzano: “Investire in sicurezza un dovere per le aziende”. Complessivamente, secondo i dati dell’INAIL, l’andamento infortunistico del  settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua attesta un trend positivo che, dal 2006 al 2011, vede passare da 4.974 a 3.514 gli infortuni in complesso e da 9 a 5 i casi mortali. “Investire in sicurezza è un dovere che le aziende perseguono e che Federutility promuove con convinzione”, valuta Bazzano. “La prevenzione degli infortuni sul lavoro è ancor di più importante nei settori acqua, gas ed energia, per gli effetti indiretti che la mancanza di sicurezza può causare alla collettività. La firma INAIL-Federutility è un passo importante, perché accelera, con meccanismi incentivanti, l’adozione di comportamenti responsabili”.

 

Fonte: INAIL

Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro: pubblicati in G.U gli accordi Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012 sono stati pubblicati gli accordi del 21 dicembre 2011 relativi alla individuazione dei contenuti della formazione del datore di lavoro che intenda svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione e di quella dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, di cui agli articoli 34 e 37 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.

I due accordi erano previsti rispettivamente nell’art. 34, comma 2 e art. 37, comma 2, del D. Lgs. 81/08. Ecco i principali contenuti.

FORMAZIONE PER DATORI DI LAVORO CHE SVOLGONO I COMPITI DI RSPP

“Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, ai sensi dell’ art. 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”: l’accordo disciplina, ai sensi dell’art. 34 del D. Lgs. 81/08, i contenuti e le modalità di svolgimento dei percorsi formativi e degli aggiornamenti per i datori di lavoro che svolgono direttamente il compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

I corsi si articolano su diversi percorsi formativi, di durata variabile (da 16 a 48 ore) in relazione alla natura dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e delle attività lavorative. La formazione può essere svolta anche su piattaforme di “e-learning”, purché queste rispettino specifici requisiti indicati nell’allegato dell’accordo.

I percorsi formativi saranno costituiti sempre da 4 moduli, aventi rispettivamente contenuti di carattere: normativo, gestionale, tecnico, relazionale.

Per quanto riguarda i requisiti dei docenti, pur in attesa dell’elaborazione da parte della Commissione Consultiva Permanente per la salute sul lavoro dei criteri del “formatore per la salute e sicurezza”, i corsi dovranno sempre essere tenuti da docenti in grado di dimostrare di possedere, con riferimento alle tematiche specifiche trattate, un’esperienza almeno triennale di docenza in materia di tutela della salute e sicurezza.

Al termine del percorso formativo per datori di lavoro RSPP, dovrà essere somministrata una verifica, effettuata per mezzo di colloquio o di test (le modalità sono alternative fra loro).

L’organizzazione dei corsi dovrà rispettare, tra le altre, i seguenti requisiti:

  • numero massimo di partecipanti pari a 35;
  • assenze ammesse pari al 10% del monte ore complessivo.

L’aggiornamento periodico quinquennale, che dovranno seguire i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP, avranno durata rispettivamente di:

  • 8 ore per il rischio “basso”
  • 12 ore per il rischo “medio”
  • 16 ore per il rischio “alto”

Per i datori di lavoro già formati secondo le indicazioni del D.M. 16/01/1997, l’obbligo di aggiornamento quinquennale si calcola a partire dalla data di pubblicazione dell’accordo nella Gazzetta Ufficiale.

Precisazione importante: la formazione prevista dall’art. 32 del D. Lgs. 81/08, svolta secondo l’accordo sancito il 26/01/2006 in sede di Conferenza permanente per i rapproti tra Stato, Regioni e Provincie Autonome, pubblicato in G.U. n. 37 del 14/02/06, è alternativa a quella prevista nel presente accordo.

ACCORDO SULLA FORMAZIONE PER LAVORATORI, DIRIGENTI E PROPOSTI

“Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori”: l’accordo disciplina ai sensi dell’art. 37 del D. Lgs. 81/08, la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione e dell’aggiornamento dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all’art. 21 del D. Lgs. 81/08 (che diviene obbligatoria qualora questi stessi soggetti svolgano attività lavorative in “ambienti confinati”).

Le caratteristiche della formazione per dirigenti e preposti indicata nell’accordo è da considerarsi “facoltativa”, ma rappresenta “lo stato dell’arte” e, quindi, i percorsi formativi conformi a tali requisiti garantiscono la certezza dell’adempimento dell’obbligo previsto all’art. 37 comma 7.

Anche per la formazione per lavoratori, dirigenti e preposti, i docenti dovranno dimostrare un’esperienza di almeno 3 anni.

L’organizzazione della formazione dovrà rispettare alcuni requisiti, tra i quali:

  • la presenza di un soggetto organizzatore del corso, che può essere anche il datore di lavoro;
  • la presenza di un responsabile del progetto formativo, che può essere il docente stesso;
  • la tenuta di un registro dei presenti;
  • l’obbligo di frequenza pari al 90% delle ore previste;
  • la definizione dei contenuti tenendo presente: le differenze di genere, di età, di provenienza e lingua, nonché contrattuale. In particolare, nei confronti degli stranieri i corsi dovranno essere svolti previa comprensione e conoscenza della lingua.

PERCORSO FORMATIVO IN MATERIA DI SICUREZZA PER I LAVORATORI

I lavoratori saranno soggetti ad un percorso formativo, di fatto conforme ai contenuti previsti nell’art. 37, costituito da due moduli:

  1. Modulo di “formazione generale”, di durata non inferiore a 4 ore, il quale tratterà contenuti relativi a: concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni, organi di vigilanza, controllo e assistenza;
  2. Modulo di “formazione specifica”, sui rischi presenti in azienda, sulle procedure di lavoro, anche in situazioni di emergenza, di durata variabile da 4 a 12 ore in relazione ai rischi riferiti alla mansioni e alle caratteristiche del settore di appartenenza dell’azienda (in modo analogo a quanto previsto per i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP).

Tale formazione è da considerarsi “di base”: a questa dovrà aggiungersi la formazione “specifica” per i rischi normati dai Titoli successivi al Titolo I del D. Lgs. 81/08 (tra cui anche la formazione per l’uso di attrezzature particolari, quali ad esempio il carrello elevatore, gli apparecchi di sollevamento, etc.). Analogamente, l’addestramento è da considerarsi “aggiuntivo” ai percorsi formativi individuati dall’accordo.

Aspetto da evidenziare: nei percorsi formativi sulla sicurezza per i lavoratori non è previsto nell’accordo la necessità di una verifica finale di apprendimento.

FORMAZIONE PER I PREPOSTI

La formazione per i preposti, definiti nell’art. 2 comma 1, del D. Lgs. 81/08, oltre naturalmente prevedere lo stesso percorso formativo dei lavoratori precedentemente indicato, deve essere integrata con ulteriore formazione, di durata minima di 8 ore, che si conclude con una verifica da effettuarsi per mezzo di colloquio o test.

FORMAZIONE SULLA SICUREZZA PER DIRIGENTI

La formazione per i dirigenti sostituisce integralmente la formazione per i lavoratori precedentemente descritta ed è strutturata su 4 moduli, rispettivamente aventi contenuti:

  1. giuridico, normativo
  2. gestionale e di organizzazione della sicurezza
  3. valutazione dei rischi
  4. comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

La durata minima della formazione è di 12 ore. Al termine della stessa dovrà essere effettuata una verifica di comprensione per mezzo di colloquio o test.

AGGIORNAMENTO PERIODICO

Per i lavoratori, i dirigenti e i preposti è previsto un aggiornamento di 8 ore con cadenza quinquennale.

Fonti:

File disponibili: